La città non è un bene di consumo

Comitati e Associazioni provenienti da tutta Italia si sono riuniti a Firenze per affrontare, con serietà e determinazione, il tema della Vivibilità delle nostre città. Una partecipazione ampia, consapevole, determinata.

Dal confronto è emersa una denuncia chiara: la politica urbana ha smesso di mettere al centro i cittadini. Si è aperto un divario profondo tra amministrazioni sempre più attente agli interessi delle lobby e comunità locali ascoltate solo in prossimità delle urne. Questa non è soltanto una questione amministrativa: è una questione democratica. Riguarda il diritto alla partecipazione reale nei processi decisionali e il corretto governo dei beni comuni, che non possono essere piegati a logiche speculative.

Le nostre parole d’ordine sono chiare: Vivibilità, Solidarietà, Urbanistica Sociale, Partecipazione Trasparenza, Legalità, Tutela dei beni comuni, Stop alla speculazione, Rigenerazione urbana sostenibile, Diritto alla città. Saremo vigili.

Continueremo una battaglia di civiltà che non appartiene a pochi, ma a tutti. In rete con i Comitati e le Associazioni di tutta Italia, porteremo avanti un fronte comune. Non è una richiesta: è un diritto.

E dovranno ascoltarci. La Città non è un bene di consumo!

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2 commenti su “La città non è un bene di consumo”

  1. Buonasera, scrivo perché oggi ho scoperto che sotto casa mia è stato autorizzato un ampliamento del plateatico.
    Negli anni scorsi mi sono già trovata a discutere con i gestori per gli schiamazzi notturni. Non è nemmeno un locale particolarmente affollato, ma dopo le 23, tra clienti che si trattengono e il rumore di tavolini e ombrelloni spostati, diventa impossibile dormire.
    Ho due bambini piccoli e, dalla primavera a fine estate, vengono puntualmente svegliati.
    Allora mi chiedo: in piena campagna elettorale si parla di ripopolare Venezia… ma della qualità della vita dei residenti vogliamo parlarne davvero?
    Perché senza tutele concrete sul riposo e sulla vivibilità, restare diventa sempre più difficile. Così non è sviluppo, è degrado.
    Sembra che tutto sia pensato solo per i turisti. Basta fermarsi in un bar e guardarsi attorno: quanti veneziani ci sono davvero? Sempre meno.
    Tanti amici se ne sono già andati a Mestre, Mira, Oriago. Io vorrei restare nella mia città, ma in giornate come questa viene davvero da chiedersi se abbia ancora senso.

    Si può fare qualcosa per fermare tutto questo?
    Grazie

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